Rodelinda, moglie di Bertarido Re de' Longobardi nel 673, eresse fuori delle antiche nostre mura una Chiesa con monastero sotto la denominazione di S. Maria in Pertica, e nell' Anonimo Ticinese si scorge che non era molto lontana dall'altra chiesa e canonica portante lo stesso nome e dalla Cappella di S. Adriano.

Anticamente il monastero era abitato dalle monache Benedettine, ma circa l'anno 1140, essendo venuto a Pavia S.Bernardo, diede loro l'abito delle Cistercensi, e successivamente in unione al monastero di S. Cristoforo, furono poste sotto la direzione dei Padri Cistercensi di S. Pietro in Verzolo.

Nel 1251 trovandosi le monache nell'estrema miseria al punto di mancare dei mezzi più indispensabili alla sussistenza, dal papa Innocenzo IV in forza di Bolla del 10 Agosto del detto anno ottennero l'aggregazione dell'annesso Ospitale della Carità, degenerato dalla sua istituzione, con tutti i suoi redditi.

Ma nel 1360 Galeazzo II Visconti colla costruzione del castello e formazione del parco, avendo occupata una vasta parte del terreno esterno alle mura, fece atterrare la detta chiesa, e le monache che abitavano nel monastero furono trasportate in altro locale in città sotto la parrocchia di S. Giustina in Porta San Giovanni , al quale fu applicato il nome di S. Maria alle Pertiche.

Nel 1500 essendo stata celebrata con grande solennità la festa in onore di S. Franca Monaca Cistercense piacentina , alla Chiesa fu mutato nome e chiamata S. Franca.

Nel 1580 avendo le monache perduto una parte de' loro redditi e rese incapaci a provvedersi i mezzi necessari al proprio sostentamento , dal Vescovo Ippolito Rossi furono concentrate colle Cistercensi in S. Cristoforo, rimanendo cosi la chiesa loro inofficiata, ma sempre di loro proprietà, finchè nel 1587 due donne pavesi la contessa Giovanna Mezzabarba e la nobile Giovanna Beccaria l'acquistarono unitamente al cenobio per collocarvi le Capuccine, che nel 1589 in numero di dodici , sei pavesi e sei forestiere vi vestirono l'abito, e furono le prime di quell'Ordine in Pavia; i Decurioni della città si obbligarono di provvedere loro il mantenimento.

Nel 1621 l'umile chiesa venne riedificata con un solo altare e dedicata al Santissimo Sacramento, aveva la facciata volta amezzogiorno e la porta appena prima di quella del chiostro: a questo poi discretamente grande era unita un' ampia ortaglia con diritto a derivazione d'acqua per l'irrigazione.

Le Monache erano in grande rinomanza , cosicchè Margherita di Savoja volendo fondare un Convento pur esso di Capuccine in Torino nel 1627 , si rivolse a questo nostro monastero per averne alcuna, come in fatto fu esaudita.

Traslocate in altri Monasteri le Religiose nel 1782 la chiesa fu alienata in unione al monastero; ma nel l832 acquistato dal Vescovo Angelo Ramazzotti tutto il fabbricato vi collocò le Figlie della Carità dette Canossiane.

Morto il detto Vescovo fu venduto il detto locale ad asta giudiziale al Sacerdote Alessandro Ripamonti, il quale conservò l'istituzione suddetta , che venne inseguito approvata dal Governo, ed il locale con private beneficenze fu dilatato in grandi proporzioni.


 

MONASTERO DI S. MARIA ALLE PERTICHE