DANTE ZANETTI                                                                                      da: GianCarlo Mainardi

Personaggi del nostro dialetto

Pavia e dintorni - Poeti dialettali

ovvero "BACIOCH"

                                                        “Voi ch’ascoltate, in rime sparse il suono”.

Si presentava così il professor Dante Zanetti docente universitario di Storia Economica, Rettore del Collegio Cairoli, studioso del dialetto e anima della goliardia pavese degli anni cinquanta.

 

 

 

 

 

 

 

Era del 1924; a vent’anni era stato precettato per l’arruolamento nella Repubblica Sociale ma preferì uno scambio: scelse di frequentare un corso per Artificieri e si diede a disinnescare le bombe inesplose cadute nel Ticino insieme ad altri ventenni come lui.

 

Sentirlo parlare in dialetto era un piacere, parlava un dialetto quasi elegante con gli accenti giusti e questa sua passione lo portò a comporre rime uniche che nessuno riuscirà mai ad eguagliare quanto a…. sintassi pavese.

La sua collezione di Numeri Unici dell’ASUP Universitaria, vero e irripetibile patrimonio cartaceo, conservata con cura negli anni è stata ceduta al costituendo Museo della Goliardia Pavese della quale Dante Zanetti fu cantore sferzante e protagonista eccellente di quella bella gioventù universitaria ridanciana di un tempo.

Una sezione del museo è proprio dedicata al Fondo Zanetti e comprende 32 Numeri Unici stampati dal 1921 al 1969. Poche copie destinate a pochi appassionati di Pavia città, per la maggior parte accademici, docenti, professionisti, belle pavesi, personaggi “particolari” della Pavia che fu.

Il Numero Unico era atteso con ansia, esservi citati costituiva un crisma di notorietà nella Pavia di allora e i piccoli vip pavesi cercavano curiosi se si parlava di loro, di questo di quello o di quella, magari con una caricatura con pochi versi dedicati che riassumevano in poche righe i vari difetti/indifetti in maniera ironica, critica, satirica: la tirchieria, la vanità, l’ineleganza o l’eleganza, i vizi, i tic, le manie…

Sono stati catalogati questi rari Numeri Unici ed ogni edizione porta un titolo dal primo “Riso e..crape” (1921), sino all’ultimo “Ociu la guta”(1969) che chiuse la stagione magica della goliardia pavese.

Oggi quei goliardi sono affermati professori, medici, avvocati e al pensiero di quella stagione si commuovono un pochino…

Ci sono poi pieces teatrali messe in scena al Teatro Fraschini come “I Goliardi all’ultima Crociata” e “Robb ad l’altar mond” e l’ultima, messa in scenda al Bordoni “Patapunfete”.

Dante Zanetti diede alle stampe un libro dal titolo “Fa e disfà l’è tut laurà” un almanacco dilettevole ad uso dei Pavesi e dei Forestieri e un opuscolo, con lo pseudonimo di Bacioch, con le sue rime irriverenti ma mai offensive dedicate alla politica pavese come ad esempio…

L’ecunumia:

Gh'era al convegno “Dove vai Pavia ?”

Al sindich, i asesur, i cunsiglier

perfin una quei bestia d’ingigner,
e an fat un gran parlà d’ecunumia.

Mi am sum stracà e ho vursù di la mia
Che al risparmi al ma pias, ma a vès sincer,
al trop l’è trop e am taca a girà i sfer
a sentì fa di ciaciar me se sia.

Pena ghè cumincià la discusion,
sum subit saltà in pè, ho alsà la man
“l’ecunumia” gh’ò dit, “di me cuion…
l’è stata a rancà tuti i vespasian,
che ades, sa voi no fam'la in di calson
devi pisà par strà tamme un paisan…!”


 

Frammenti della bibliografia essenziale di Dante Zanetti

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Le Vostre Pagine  Le Vostre testimonianze, fotografie, aneddoti, ecc. che ci avete inviato.

Data: 11 Aprile 2011

Inviato da: Agostino Faravelli  

Immagini delle copertine di alcuni Numeri Unici della Goliardia Pavese.

Una piacevole ed inaspettata sorpresa ci è giunta da Agostino Faravelli, poeta dialettale pavese, personaggio della più genuina Pavesità, che scrisse poesie e testi per diverse edizioni degli stessi Numeri Unici.