LE ORIGINI 

Da  "La Provincia di Pavia - Comune per comune " 

Al paese sono attribuite origini longobarde; il borgo è infatti citato, come vicus Lodulphi, già nel secolo VIII, allorché era sede di uno sculdascio (funzionario dell'amministrazione civile e militare longobarda). Appartenne poi al Comitato di Pavia, che ne assegnò una parte ai conti di Rovescala; questi, a loro volta, ne fecero dono ai canonici della santissima Trinità di Pavia.

La parte del territorio rimanente passò ai Mantegazza, che ne concessero i diritti all'abbazia di Santa Maria di Campomorto di Siziano (che da un Mantegazza era stata fondata). Nel 1329 l'imperatore Ludovico il Bavaro investì del feudo di Vidigulfo, amministrativamente dipendente dal vicariato di Binasco, i Landriani, ai quali rimase fino all'abolizione dei feudi (1797).

Nel 1786 era stato aggregato, con la stessa Binasco, alla provincia di Pavia.

Binasco nel 1859 passò però alla provincia di Milano. Al territorio comunale fu annesso, nel 1842, il soppresso Ponte Lungo (ora Pontelungo), non appartenuto al vicariato binaschese ma che era incluso nella "campagna sottana" pavese. Nel 1872 furono aggregati a Vidigulfo gli aboliti Cavagnera (località nota già nel secolo XII, poi feudo dei Taverna), Mandrino (presente in un diploma del 1191 con il quale l'imperatore Enrico VI lo assegnava alla giurisdizione pavese ma più tardi anch'esso incluso nel vicariato milanese di Binasco) e Vairano (ugualmente già noto intorno al Duecento, al quale erano stati uniti nel 1863 i soppressi comunelli di Longuria, Longurietta e Bazzana).
 

 I PERSONAGGI 

Da:  Segnalati da Gabriele Cinquetti

LUIGI STABILINI
Fu patriota durante il periodo risorgimentale, e per realizzare i suoi principi di libertà e indipendenza, diventò cospiratore e si unì alla Carboneria. Identificato e ricercato, nel mese di marzo 1857 volle fuggire dai poliziotti calandosi da una finestra del castello di Vidigulfo (di cui era il proprietario), ma nel tentativo si fratturò un piede.

Nel 1858 viene carcerato nella fortezza di Josephstadt, fino alla pace di Villafranca del 6 luglio 1859.

Tornato a Vidigulfo, morì nel 1890. A lui è oggi dedicata una via del paese, proprio tra il castello e la Villa Stabilini, dove visse con la moglie Carla Valvassori.


PIETRO LEOPOLDO MANENTI
Nasce a Vidigulfo il 12 febbraio 1839. A 21 anni si unì ai Mille di Garibaldi. Era il trombettiere di fiducia di Garibaldi e doveva quindi restare al suo fianco e trasmettere a suono di tromba gli ordini del Generale.

A Calatafimi (Trapani) i Garibaldini erano in pericolo di accerchiamento e Manenti, intuito il pericolo, suonò la carica senza attendere gli ordini di Garibaldi e consentendo ai Garibaldini di sconfiggere i soldati borbonici.

Per questo ricevette sul campo una Medaglia d’argento al valore. Dopo l’esperienza militare, svolse la professione di commerciante. Morì il 15 aprile 1910 e a lui è dedicata un’antica via del paese.

 

 L'ARCHITETTURA 

Da  "La Provincia di Pavia - Comune per comune "

La parrocchiale della Natività di Maria Vergine, nata con forme romaniche, fu trasformata in stile gotico; un restauro effettuato nel 1944 ne ha recuperato, all'esterno, le linee gotico-lombarde.

La chiesa di San Michele Arcangelo a Mandrino risale al secolo XVI; a Cavagnera è il moderno oratorio dell'Assunta.

Il castello di Vidigulfo, di origini medievali, fu ricostruito nel secolo XII, ristrutturato nel Trecento e rimaneggiato nel Seicento.

Il municipio ingloba parti di strutture dell'antico Palazzo Comunale, costruito sui resti di una preesistente chiesa dedicata a San Biagio. Un aspetto affascinante del borgo è rappresentato dalle numerose immagini sacre affrescate sui muri delle abitazioni.

Tra i più interessanti complessi rurali del territorio segnaliamo cascina Gandina.