L’asse di orientamento delle chiese di Pavia e dei suoi dintorni 

 

Padre Uwe Michael Lang, consultore dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, in un suo saggio, scrive che nella maggior parte delle religioni, la posizione che si assume nella preghiera e nell’orientamento dei luoghi sacri è determinata da una “direzione sacra”.

Entrare nel merito di tale affermazione ci permette di comprenderne il significato e poter quindi esaminare le realtà costruttiva dei luoghi di culto del nostro territorio.

 

La direzione sacra dell’ebraismo è verso Gerusalemme o, più precisamente, verso la presenza del Dio trascendente “shekinah” nel Sancta Sanctorum del Tempio, come si legge in Daniele 6 /11, mentre la preghiera islamica deve essere effettuata rivolgendosi verso La Mecca, in particolare alla Ka'ba, una costruzione che si trova al centro della Mecca e costituisce il luogo più sacro dell'Islam.

I primi cristiani vedevano nel sorgere del sole un simbolo della Risurrezione e questa simbologia è stata quindi legata anche alla preghiera. Vi sono elementi che ampiamente dimostrano che dal secondo secolo in poi, in gran parte del mondo cristiano, la preghiera era rivolta verso oriente.

Tra i cristiani divenne uso comune indicare la direzione della preghiera con una  croce sul muro orientale nelle absidi delle basiliche e, nei luoghi privati, per esempio nelle celle dei monaci e degli eremiti, sulle pareti rivolte ad oriente.

Sin dagli albori del cristianesimo si diffuse la tradizione di orientare i templi o più in generale i luoghi di culto verso oriente (verso il sorgere del sole) in quanto per i cristiani la salvezza era collegata alla direzione dell’est, in pratica l’orientamento dell’asse delle chiese doveva seguire la direzione ovest-est rilevata nei giorni equinoziali, con l’abside rivolta ad oriente. 

Gesù aveva come simbolo il Sole e la direzione est era simbolizzata dalla croce.

Nel Medioevo le chiese erano quasi sempre progettate a forma di croce, generalmente latina, con l'abside orientata ad est. L'ingresso al luogo di culto era quindi sul lato occidentale e  i fedeli entrati nell'edificio, si trovavano orientati verso est al pari dell’officiante la funzione liturgica.

Gli architetti che nella fase di progettazione si attenevano alla simbologia liturgica della religione cristiana nella successiva realizzazione dell’edificio impiegavano Matematica, Geometria e Astronomia al fine di rispettarne il corretto orientamento.

Spesso l’imprecisione dei calcoli o la necessità di rispettare vincoli di natura urbanistica spostavano l’asse di qualche grado, in alcuni casi veniva totalmente disatteso l’orientamento dell’edificio sacro per rispettare esigenze di facile accesso ai pellegrini o per devozione verso l’importanza della strada su cui l’ edificio di culto veniva ad affacciarsi.

La regola dell’osservanza dell’orientamento viene ad essere pian piano trascurata a partire  dal XVI secolo. Dal 1965, anno finale del Concilio Vaticano II, viene stabilito che il celebrante sia rivolto verso i fedeli: l’orientamento delle chiese diventa di conseguenza una scelta legata alle sole necessità urbanistiche.

Vediamo ora come sono orientate le chiese di Pavia e del suo territorio, segnalando i casi in cui l’edificio si stacca in maniera importante dalle regole viste più sopra.

Non sono commentate le chiese costruite dopo il XIX Secolo e per avere un quadro completo delle chiese presenti su tutto il territorio di Pavia e dintorni: Le Chiese di Pavia e dintorni.

Di interesse lo studio effettuato da Luciano Agnes e Silvio Magnani sull'orientamento delle chiese medievali di Pavia urbana. Si tratta di una analisi tecnico scientifica, molto dettagliata, che mette in relazione l'orientamento degli assi delle chiese con l'orientamento equinoziale >>> VEDI 

CURIOSITÀ DI PAVIA E DINTORNI

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