Costruito nel 1762, racchiude in una cornice barocca un dipinto della Madonna
ritenuto in passato assai prodigioso.

 

 

Chi visita per la prima volta questo oratorio dipendente a suo tempo dalla parrocchia di Trivolzio ed oggi da Bereguardo, e che vediamo nella inmmagine fotografica a lato scattata negli anni ottanta del '900 , ne rimane entusiasta, sia per il verde di piante ad alto fusto che lo circonda, sia per la stupenda facciata barocca che esso presenta.

Moriano, in alcuni documenti custoditi nell'archivio parrocchiale di Trivolzio, veniva denominato «Pilastro Moriano» ed era così espresso: «in loco Pilastri nuncupati Moriano».

Cadde la prima parola ed è rimasto l'attuale toponimo.

 

 

Moriano , secondo il Cerri, ha la radice linguistica celto-gallica e vorrebbe significare «acqua estesa»; riferibile anche ai piccoli bacini, stagni, paludi e corsi d'acqua pantanosi. Iniziava da Moriano la riviera che portava a Santa Sofia ed ancor oggi si nota il dislivello tra l'abitato ed i campi circostanti .

L'Oratorio di Moriano  fu fatto costruire  dal conte  Prospero  Visconti,  con  suo  testamento del  I° luglio 1762. Tale Visconti era un discendente degli Aicardi-Scaramuzza che, per favori prestati al duca Filippo Maria Visconti e soprattutto, pare, per aver sventato una congiura ordita contro di lui, ebbero il privilegio di denominarsi Visconti e di fregiarsi dello stemma con biscione (1415).

Padroni della Zelata e delle terre circostanti, durarono fino alla fine del secolo XVIII.

L’Oratorio, dedicato alla Beata Vergine del Soccorso e ai SS. Apostoli Pietro e Paolo, presenta una facciata barocca.

Le aperture e la torre campanaria possono considerarsi della medesima epoca.

L’intonacatura e le relative lavorazioni sul frontone sono pressoché integre ed in buono stato di conservazione.

Sopra il portale campeggia lo stemma visconteo.

 

L'edificio rispecchia fedelmente le espressioni di sfarzo della filosofia barocca.

Anche l'interno, in stile con la facciata, si presenta spazioso, e come pala d'altare sta il dipinto della Madonna del Soccorso, ritenuta in passato assai prodigiosa.

◄ L'Oratorio nello stato attuale.

L'interno con sull'altare la Madonna del Soccorso ►

(fotografie di Luisa Tutto)

 

Il bel quadro, di ignoto autore e di buona fattura, in cornice barocca, con ai lati le statue dei Santi Pietro e Paolo, proveniva da Pissarello, una località scomparsa che aveva un porto sul Ticino di proprietà del vescovado di Pavia con diritto di dazio.

L’Oratorio di Pissarello, dedicato all'Annunciazione, la Madonna dei Visconti, eretto il 2 dicembre 1524 dal nobile Giovanni Paolo Visconti, fu officiato fino al 1723, quando una tremenda piena del Ticino distrusse l'abitato e il suo Oratorio che fu poi ricostruito a Moriano.

 

 

 

Moriano, per diritto di primogenitura, passò dai Visconti ai Botta.

Nel 1879 risultavano proprietari i Cusani Visconti, poi i Cusani Gonfalonieri ed altri.

Attualmente cascina ed Oratorio sono dei signori Farina di Piacenza e per l'importanza del sacro luogo Moriano è considerata Cappella. 

 

 

Da Moriano non riusciamo a vedere il fiume, ma, fantasticando, immaginiamo la limpida corrente di un  tempo, le spiaggette ghiaiose, le foreste percorse dal brivido delle acque e una gran quantità di pesci che come scrive Giacomo Morigia, storico del Cinquecento...

“si nodriscono con l'argento et l'oro del Ticino”.

 

 

 

ORATORIO DI

MORIANO

 

dipendente dalla parrocchia di

Trivolzio

 

Pavia e dintorni - Alla riscoperta degli Oratori campestri