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Chiese sconsacrate in Pavia

SAN TOMMASO                                                          Tratto da:  Pavia - L. Marabelli - 1997

Chiese di Pavia (sconsacrate, entro le vecchie mura)

Edificata nell'anno 889, anno in cui fu concessa in proprietà assoluta a Angìlberta vedova di Lotario II, unitamente al convento che fu abitato da Monache Benedettine. La piccola chiesa fu parzialmente ricostruita nel 1213 sotto l'Episcopato di San Rodobaldo.

Nel 1302 vi si stabilirono i Frati Domenicani che erano giunti dal Borgo Ticino nel 1238, sfuggendo ad inondazioni e che si stabilirono inizialmente nella vicina Chiesa di S.Andrea dei Reali, ove annesso vi era un piccolo convento o Monastero Benedettino.

Nel 1320 i Frati Domenicani diedero inizio alla costruzione di una nuova Chiesa, ampliando la precedente; la fabbrica subì interruzioni, ebbe un lento proseguo e venne ultimata nel 1478.

La parte absidale, a forma di croce greca, fu innalzata col generoso contributo di Ardengo Folperti, Maestro delle Entrate Ducali, di cui vediamo gli stemmi marmorei all'esterno dell'abside e sui contrafforti.

La parte anteriore, con copertura a capriate lignee a vista, è del sec. XV inoltrato, mentre la facciata richiama da vicino quella di'S. Maria del Carmine.

L'affinità cronologica delle due facciate è dimostrata, fra l'altro, dalla fascia decorativa di coronamento, identica nei due edifici.

Nel 1786, la chiesa e il monastero annesso furono soppressi da Giuseppe II, che vi istituì il Seminario Generale per i chierici di Lombardia. Il Piermarini, cui fu affidato l'incarico di adattare il complesso, demolì la navata destra e trasformò completamente l'interno.

Per quanto manomessa, la chiesa costituisce ancora un superbo monumento dell'architettura di transizione fra il gotico e il rinascimento lombardo.

Di grande interesse è pure la sacrestia, eretta dai Botti-gella, e il chiostro quattrocentesco inglobato nell'edificio conventuale adattato dal Piermarini, che eresse il lato in fregio a Corso Mazzini.

Soppresso il Seminario Generale nel 1791, il grandioso edificio fu convertito in caserma. Nel 1896 subisce altri rifacimenti e ristrutturazioni: verso il lato ovest, Piazza del Lino e viene costruita la grande facciata dell'ex caserma militare Nino Bixio .

 

Oggi tutto il complesso, opportunamente ristrutturato fa parte della Università degli studi di Pavia.

 

 

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ISTITUZIONI STORICHE ECCLESIASTICHE

La prima attestazione documentaria del monastero benedettino femminile di San Tommaso in Pavia risale all'anno 889, quando il monastero viene citato in un diploma imperiale di Arnolfo del 12 giugno 889.

Il monastero risulta essere sottoposto alla giurisdizione del vescovo di Pavia. Nel 1302 il monastero di San Tommaso viene soppresso e l'edificio concesso ai frati domenicani.

Convento domenicano maschile. Il convento di San Tommaso in Pavia dell'Ordine dei frati predicatori viene istituito nel 1304 presso il soppresso monastero benedettino. Nel 1531 ai domenicani subentrano i domenicani osservanti. Nel secolo XVIII il convento risulta possedere terreni nelle località di Roncaro e San Perone. Il convento di San Tommaso viene soppresso nel 1782.

La parrocchia di S. Tommaso è citata nel 1250 nei documenti concernenti l'estimo pavese del secolo XIII e successivamente è menzionata tra le parrocchie di Porta Sancti Petri ad Murum nelle Rationes decimarum del 1322-1323. Non è più menzionata nei rogiti del cancelliere episcopale Albertolo Griffi degli anni 1370-1420 e negli atti della visita pastorale compiuta nel 1460 da Amicus de Fossulanis.

Link risorsa:http://www.lombardiabeniculturali.it/

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La chiesa di S Tommaso è elencata nell' "Anonimo Ticinese", Cap. II°  " Chiese coi loro Corpi Santi, entro le prime mura di Pavia" di Opicino de Canistris  ( 66 ref.), con la seguente nota: -ivi è il corpo di Frate Isnardo uomo del Signore, dell'Ordine de' Predicatori, chiaro per molti miracoli, colà trasportato da S. Maria, detta di Nazaret. Questa chiesa di S. Tommaso fu una volta monastero di Frati Neri. In essa conservasi il capo di una delle Undici Mila Vergini. Ivi non è guari, si eresse un altare in onore di S. Tommaso d'Aquino dell'ordine stesso, che vi operò innumerevoli prodigi"

Dal Commentario dell'Anonimo Ticinese tradotto da P. Terenzio (1864). 

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